I nostri obbiettivi - A.R.T.I.
 

I nostri obbiettivi

Promuovere e valorizzare la donazione degli organi tra persone viventi rendendo visibile alla comunità civica alcuni esempi positivi e spunti di successo in un settore generalmente dotato di scarsa sensibilità e inadeguata infornazione,a fronte di una crescente necessità sociale.
In Italia i Trapianti Renali da vivente non raggiungono 8% del totale, contro il 45% di altri paesi sviluppati del Nord Europa e degli USA.Il loro aumento anche nel nostro Paese porterebbe ad attuare con successo qualche centinaio di trapinti in più all'Anno.


Nella fato, donatrice ,presidente A.R.T.I. trapiantato nel 1983 ,ricevente trapiantato nel 2008  
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Aspettativa doppia di vita con il trapianto da vivente

Clamorosa svolta nel trapianto da vivente. L’annuncio al Congresso di Venezia sull’Europa dei trapianti.
Una svolta clamorosa destinata a rivoluzionare il mondo dei trapianti. L’annuncio a Venezia al Congresso sull’Europa dei trapianti. Studiosi scandinavi, inglesi ed americani hanno dimostrato che il paziente che riceve un organo da vivente vede raddoppiata l’aspettativa di vita e migliorata la qualità dell’esistenza. L’eccezionalità della ricerca dei professori Hartmann di Oslo, Wadstrom di Uppsala e Wood di Oxford, Meier-Kriesche della Florida è anche nel fatto di aver dimostrato che anche il donatore che compie il grande gesto di offrire l’organo ha una maggiore e migliore aspettativa di vita. “Queste ricerche – commenta il professor Ermanno Ancona, presidente del Congresso – fanno cadere le riserve sulla donazione da vivente in un momento in cui, drammaticamente in tutto il mondo, le liste d’attesa crescono. Gli studi dicono anche che un familiare che vuol compiere il grande e commovente gesto di salvare un congiunto malato ai reni, deve offrire l’organo prima dell’avvio della dialisi. La sopravvivenza si allunga e di molto”. Le ricerche presentate a Venezia sul trapianto
 da vivente dimostrano che la tecnica è in grande crescita negli Stati Uniti, dove, nel 2002 la donazione da vivente ha superato il prelievo da cadavere. Sono ridotti al minimo i rischi per il donatore anche in virtù delle nuove tecniche di chirurgia laparoscopica. “Al momento – aggiunge il professor Ancona – queste aspettative riguardano il trapianto di rene per cui non bisogna abbassare la tensione sul prelievo da cadavere”.